nero = calendario PARROCCHIALE -- blu = calendario COMUNITA' PASTORALE -- viola = PASTORALE GIOVANILE


 

LUCI NELLE PIEGHE DELLA CITTÀ

 

Torno ancora sull’esperienza della visita alle famiglie. I sacerdoti, il diacono, le suore, accolti quasi sempre con cordialità e disponibilità, propongono di condividere una semplice preghiera. C’è chi aderisce con convinzione, altri forse per abitudine, qualcuno con un po’ di impaccio.

Là dove si vive l’intensità della fede e della preghiera si accende una luce, non solo per quella casa, chi la abita, la famiglia, ma per l’intero condominio, i vicini, il rione, la città.

Si intuisce che per qualcuno la preghiera non sia consuetudine o che la fede sia inquieta, o anche superficiale o smarrita o assente o muta, e che accogliere l’annuncio del Natale possa presentare qualche difficoltà. In questa molteplicità di situazioni, non pochi perseverano tenendo accesa una luce di speranza, di preghiera, di delicata attenzione alle esigenze del prossimo, di fede vissuta, umile, operosa. Non ultimo chi vive malattie gravi o preoccupazioni gravose e continua a confidare nella benevolenza di Dio.

Ci incoraggia un antichissimo testo cristiano, la Lettera a Diogneto: “I cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti. Infatti non abitano in città particolari, non usano qualche strano linguaggio, e non adottano uno speciale modo di vivere. Risiedono in città sia greche che barbare, così come capita, e pur seguendo nel modo di vestirsi, nel modo di mangiare e nel resto della vita i costumi del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e, come tutti hanno ammesso, incredibile”. I cristiani possono portare luce per tutti nelle pieghe e nelle ombre della città.

don Gianni

 

 

 

 

 



 


INIZIATIVE IN EVIDENZA


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domenica 15 dicembre ore 21.00

chiesa Ss. Pietro e Paolo - Desio



"NATALE IN MUSICA"

CONCERTO DEL CORO DEL

SANTUARIO DEL CROCEFISSO

Per tutto il tempo di Avvento
la santa Messa feriale del mattino
sarà preceduta dalla recita delle Lodi
alle ore 8,20


gli incontri presso la chiesa Ss. Pietro e Paolo

prossimo incontro: venerdì 17 gennaio 2020




Qui trovi gli eletti al nuovo Consiglio Pastorale della Città, a seguito delle votazioni svoltesi durante le Ss. Messe di domenca 27 ottobre.
Il nuovo consiglio rimarrà in carica fino a 2024
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Il calendario dei corsi di preparazione al matrimonio
previsti nella Comunità Pastorale quest'anno.


Attenzione: il 9 gennaio inizierà il corso di preparazione presso la parrocchia di san Pio X !

Scarica tutti i dettagli

RUBRICHE





IL SANTO DELLA SETTIMANA


17 dicembre – santa Olimpia vedova

Nacque verso il 361 da un'agiata famiglia di Costantinopoli. Divenuta orfana in giovane età, fu affidata per l'educazione a Teodosia, sorella del vescovo di Iconio. Imitando santa Melania, si dedicò alla mortificazione. Nel 384-85 si sposò ma dopo solo venti mesi il marito morì; l'imperatore Teodosio il Grande voleva risposarla con un suo cugino, ma Olimpia rifiutò. Teodosio allora per vincere le sue resistenze le sequestrò tutti i suoi beni, che le vennero restituiti nel 391. Fu così che Olimpia ne approfittò per fondare alcune opere caritative. Il vescovo Nettario (381-397) contrariamente all'usanza, la nominò diaconessa, dignità che allora si dava alle vedove di 60 anni. Olimpia fondò in città un monastero le cui religiose appartenevano alle migliori famiglie della città. Al suo arrivo in città come arcivescovo, Giovanni Crisostomo trovò in Olimpia una valida collaboratrice. Ma fu anch'essa vittima della persecuzione contro i "giovanniti" (seguaci di san Giovanni Crisostomo). Fu infatti esiliata a Nicomedia. Morì verso il 408.

 
LO SGUARDO CRISTIANO

Lo sguardo cristiano sul futuro non è una forma di ingenuità per essere incoraggianti per partito preso: piuttosto è l’interpretazione più profonda e realistica di quell’inguaribile desiderio di vivere che, incontrando la promessa di Gesù, diventa speranza.

Non un’aspettativa di un progresso indefinito, come l’umanità si è illusa in tempi passati; non una scoraggiata rassegnazione dell’inevitabile declino, secondo la sensibilità contemporanea; non la pretesa orgogliosa di dominare e controllare ogni cosa, in una strategia di conquista che umilia i popoli. Piuttosto la speranza: quel credere alla promessa che impegna a trafficare i talenti e a esercitare le proprie responsabilità per portare a compimento la propria vocazione.

Mons. Mario Delpini. Discorso alla città di Sant’Ambrogio, 6 dicembre 2019

 

 

 


 

ASCOLTIAMO " RORATE COELI " di William BYRD

















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