Cresima, la soglia che porta a Gesù

 


Due mamme (o papà, in questo caso è la stessa cosa) si incontrano e parlano, naturalmente, dei figli: quando il discorso cade sull’età dell’adolescenza, o anche della preadolescenza, gli sguardi si perdono e subentra una sorta di smarrimento, quando non di risentimento o rabbia. Ai genitori più giovani si elargisce una terrificante anticipazione: “Vedrai quando toccherà a te”.

In Italia all’avvio della preadolescenza si offre la possibilità di ricevere il sacramento della Cresima. Sarebbe meglio dire Confermazione – il nome ufficiale – perché esso ricorda che si tratta di confermare il Battesimo, di recuperare le radici cristiane della propria vita e decidere se esse possano avere continuità oppure scegliere che il percorso vada interrotto, perché non più rilevante o interessante per la propria crescita. Ma meglio ancora è dire “ricevere il dono dello Spirito”, perché così si pone l’accento sulla gratuità e sulla relazione con Dio, toccando il cuore della questione: non è un rito, non è una festa, ma è un rischio, un azzardo.

Domandiamoci con quale attrezzatura prepariamo i ragazzi e le ragazze alla loro adolescenza: quando escono di casa per andare a scuola o all’allenamento o alla gita scolastica o per una settimana di vacanza con gli scout o l’oratorio, li equipaggiamo di tutto il necessario e di molto superfluo. Per la loro vita e per la loro crescita come si è esercitata la responsabilità dei genitori, degli educatori?

La domanda non investe solo lo studio, l’attività e la salute fisica, i buoni comportamenti, la vigilanza sulle amicizie, ma anche il rapporto con Dio. Quindi la fiducia nella preghiera, la consuetudine con la lettura del Vangelo, l’attenzione ai poveri, la partecipazione alla vita della comunità cristiana.

Per questo la Cresima – chiamiamola pure così – è un azzardo: un’avventura interiore di cui non conosciamo il percorso e il traguardo.  

Si può vivere la Cresima anche come una soglia, che però non apre al dire “sono arrivato” o, peggio, chiude l’esperienza della fede. Una soglia che porta all’adolescenza dove accanto a tanti sogni, interessi, musiche e colori, Gesù possa avere il suo posto di amico e di confidente, di accompagnatore e di maestro.

Questo non risolverà le inquietudini dei genitori di fronte ai figli adolescenti, ma potrà essere una risorsa per il cammino di tutti.

don Gianni

P.S: Dalla scorsa domenica un sacerdote, che risiede a Seregno per motivi di salute, si è reso disponibile a celebrare le SS. Messe feriali e festive nella parrocchia dei Santi Pietro e Paolo.

Si chiama don Carlo Silva e ha accolto l’invito del Vescovo a darci una mano. Lo accogliamo con gratitudine e desideriamo che possa sentirsi parte della nostra famiglia, riconoscenti per quello che potrà donare alla nostra comunità.

Per le attività quotidiane della parrocchia il riferimento continua a esser l’Ausiliaria Graziana, insieme ai sacerdoti dell’intera Comunità Pastorale.