FAMIGLIA, SCUOLA DI AMORE

All’inizio del rito del Battesimo si formula la domanda: «Cari genitori, chiedendo il Battesimo per vostro figlio, voi vi impegnate a educarlo nella fede, perché, nell’osservanza dei comandamenti, impari ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ci ha insegnato».

A prima vista si stabilisce una condizione: vostro figlio sarà battezzato solo se siete disposti a educarlo nella fede. In realtà l’orizzonte è più ampio: educare nella fede un bambino coincide con il fatto che «impari ad amare Dio e il prossimo, come Cristo ci ha insegnato».

L’educare nella fede – cioè a partire dalla propria fede di genitori ed educatori – comprende la missione tipica di ogni famiglia e di ogni realtà educativa: essere una scuola di amore.

Il compito appare impegnativo: siamo sicuri di sapere cosa significa amare? come esprimerlo veramente? come amare nelle difficoltà e nelle avversità? Non ci sono risposte immediate.

La domanda che precede il Battesimo dei bambini svela però ai credenti che possono contare su qualche speciale risorsa: l’amore del prossimo è l’altra faccia della medaglia dell’amore di Dio e non si può separarli; l’insegnamento di Cristo non è parole, ma la sua vita donata, fino alla croce.

L’amore dunque mai sarà possessivo – ossia amore di sé attraverso l’altro –, ma oblativo – amore per l’altro nel dono di sé –, disinteressato, senza contropartite.

Alla scuola dell’amore tuttavia non ci si mette senza riconoscere Gesù, la sua storia, la sua parola: ecco perché una scuola di amore è pure scuola di preghiera, anche in famiglia.

don Gianni