Calendario Parrocchiale e Pastorale


blu = calendario PARROCCHIALE  --  verde = calendario PASTORALE

La storia della chiesa di san Giuseppe è accomunata con quella di alcuni terreni, posti sul confine tra Desio e Seregno. Essi erano un tempo di proprietà della famiglia Fossano di Cantù e vennero in seguito acquisiti per eredità dai Dell’Orto di Seregno, che li cedettero nel 1674 al nobile genovese Giovanni Antonio Ferraris. Vi si praticava come in buona parte della Brianza un’intensiva coltivazione del gelso, che richiedeva un impiego di numerosi coloni. Il Ferraris sviluppò ulteriormente l’estensione della proprietà e per dare alloggio ai numerosi lavoratori ampliò la cascina preesistente, costruendo per sé una villa corredata da un ampio giardino. Data la lontananza dal borgo di Desio, il Ferraris fece costruire nel 1676 un piccolo oratorio a pianta ottagonale dedicato a san Giuseppe, per permettere alla propria famiglia e ai suoi lavoranti di assolvere con comodità ai doveri religiosi. Morto il Ferraris nel 1708, la proprietà venne successivamente acquisita dai Brambilla di Civesio, cui si deve un ulteriore ampliamento del borgo.

Nel 1830 la chiesina, che già da tempo in occasione della festa liturgica di san Giuseppe era meta di processioni penitenziali provenienti dalla Basilica di Desio, venne arricchita  da un pregevole quadro ad olio su tela, raffigurante “il transito di san Giuseppe”, opera di Vitale Sala, che possiamo a tutt’oggi ammirare. Attorno agli anni Trenta del secolo scorso l’oratorio venne ampliato a cura della famiglia Buttafava, originaria della Val di Taro, i cui antenati dal 1856 avevano rilevato la proprietà del luogo. Il progetto di questo ampliamento è opera dell’architetto Oreste Benedetti, che inserì una cripta con la funzione di sepolcreto per la famiglia Buttafava, trasformando l’edificio nell’attuale pianta a croce greca e affidando l’esecuzione degli affreschi al pittore desiano Arturo Galli.