Venerdì 2 Dicembre 2022

Le domeniche precedenti o seguenti la Pasqua offrivano l’opportunità per i fedeli per soddisfare il precetto pasquale. C’era la cosiddetta Pasqua per gli uomini, in un’altra domenica quella per le donne (sempre si faceva tutto separato!), in un’altra ancora quella per i giovani, per le ragazze e così via, tutte precedute da un triduo di predicazione e dalle sante Confessioni. In tali domeniche si registravano lunghe file per ricevere la Comunione, che, e bene precisarlo, veniva distribuita o prima o dopo Messa, mai durante la celebrazione.

Ogni Parrocchia si organizzava per stampare immaginette che venivano rilasciate contestualmente alla distribuzione della comunione a ricordo del precetto. Esse servivano al parroco per avere una stima di quanti fedeli si fossero accostati al sacramento eucaristico. Nel liber chronicus di molte chiese si possono leggere gli appunti dei parroci di quei tempi, soddisfatti e orgogliosi dei propri fedeli, per il gran numero di comunioni distribuite. Un altro gesto di pietà tipico delle domeniche del Tempo Pasquale, diffuso nella vecchia Brianza, era quello di raggiungere col parroco processionalmente il cimitero, dopo la Messa prima, in quelle che venivano definite le “processioni mortuarie primaverili”. Lo scopo del rito era di abbinare la rinnovata fede nella Risurrezione al culto dei defunti, per impetrare su di essi la grazia del Risorto.

Beppe Monga

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